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Pubblicato: 14 Luglio 2016

Pokemon GO Broke the Internet

No, non siamo improvvisamente tornati indietro di vent’anni. È scoppiata la Pokemon-mania, è vero, ma questa volta niente cartone animato, gioco di carte o Game Boy. Certo, c’è sempre lo zampino sapiente e geniale di NIntendo dietro il nuovo fenomeno della rete. È ufficialmente febbre Pokemon GO, l’applicazione che si rifà ai fortunati mostri che, a partire dal 1996, hanno conquistato bambini e ragazzi di tutto il mondo. L’applicazione è strata lanciata al momento solamente negli Stati Uniti, in Australia e in Nuova Zelanda.

La nuova app Nintendo si basa sul concetto di realtà aumentata, coadiuvato dal binomio gps-fotocamera. Il gioco, infatti, consiste nel fingersi allenatori (così come sulla versione dedicata ai device Nintendo) e girare per le strade cercando di catturare i Pokemon. Sul proprio schermo comparirà infatti la mappa della propria zona in cui, camminando e cercando in giro, potrebbero apparire i mostri: una volta incontrato uno di questi, entrerà in azione la fotocamera, che visualizzerà il Pokemon in realtà aumentata. Per catturarlo sarà sufficiente lanciare una Poke Ball (più si sarà precisi, maggiori saranno le possibilità di prednerlo).

L’applicazione dovrebbe sbarcare domani nel nostro paese, dopo aver coinvolto per prima la Germania nel suo approdo sul vecchio continente. Nel frattempo, il gioco lanciato da Nintendo e Niantic (nota per l’applicazione Ingress) sta abbattendo quasi ogni genere record della categoria. È difficile stabilire con esattezza il numero di download per la app, anche se si stima che il numero esatto stia tra i 10 e i 50 milioni. Tuttavia, quel che è certo è che l’applicazione è riuscita a superare nell’uso quotidiano mostri sacri del web come Twitter, Tinder e YouPorn, che ha addirittura fatto i complimenti per lo sconvolgimento che questo sta portando nel web.

E anche come durata le sessioni di gioco superano notevolmente quelle di WhatsaApp, Instagram, Snapchat e Messenger.

Tuttavia, al momento non sono solo rose e fiori. Esistono dei rischi, innanzitutto legati alla privacy: infatti, attualmente “Pokemon Go” garantisce pieno accesso a quasi tutte le informazioni degli utenti titolari di un account Google: dalla posta elettronica alle foto, passando per i documenti archiviati. Poi, ci sono i problemi legati alle versioni non ufficiali. La società di cybersecurity ProofPoint ha scovato una versione che contiene un malware in grado di ascoltare le conversazioni e di prendere il controllo della fotocamera senza che il giocatore se ne accorga. Tutto questo è in fase di miglioramento, come ha fatto sapere con una comunicazione nelle scorse ore la stessa Niantic. Ma non finisce qui: come riporta Quotidiano.net, “a Central Park sono subito nati i punti di ritrovo. Il problema è che gli “allenatori” stanno invadendo ogni spazio pubblico per catturare le oltre 100 specie diverse Pokémon visto che molti luoghi d’interesse reale (musei, monumenti, distretti di polizia, chiese, ospedali) coincidono con i “pokéstop” e “palestre”.
Al Nationwide Children’s Hospital di Columbus, in Ohio, per esempio alcuni Pokémon sono apparsi in un’area riservata dell’ospedale, dove di conseguenza si sono catapultati i giocatori, incuranti del luogo e della sua funzione. Il Museo dell’Olocausto di Washington ha già chiesto ufficialmente di essere rimosso dal gioco. «Non è appropriato giocare al gioco in un museo, tanto meno se è un memoriale delle vittime del Nazismo» ha tuonato il direttore Andrew Hollinger. Sulla stessa lunghezza d’onda gli amministratori del cimitero di Arlington in Virginia e del memoriale dell’11 settembre a New York.
Nel Vecchio Continente è il museo dell’ex lager nazista di Auschwitz-Birkenau a chiedere di sopprimere la geolocalizzazione del campo di sterminio sull’applicazione per smartphone. «Vogliamo sensibilizzare in maniera più generale tutti i produttori dei giochi al rispetto della memoria delle vittime» ha dichiarato Pawel Sawicki, un portavoce del museo. E mentre i luoghi d’interesse chiedono di uscire dal gioco, sempre più utenti vogliono entrarci”.

Aggiornamento al 15/07/2016
È uscita oggi l’applicazione ufficiale di Pokemon GO, e sono subito teste basse in giro per le strade italiane. Intanto, continua a volare in borsa il titolo Nintendo: infatti, come riporta Il Sole 24 Ore, “tra i singoli titoli (della borsa Nikkei, ndr.), si segnala il nuovo balzo di Nintendo del 15% – seguito alla battuta d’arresto del 4,4% di ieri – tra nuove indicazioni sul successo del gioco online per dispositivi mobili Pokemon Go. Acquisti anche su societa’ cartarie come Dai Nippon Printing e Toppan Printing: secondo una interpretazione, i loro rialzi sono legati alla decisione a sorpresa dell’imperatore Akihito di prendere in considerazione l’abdicazione. Ciò porterebbe a un cambiamento del calendario giapponese (che fa riferimento appunto al periodo di regno di ogni singolo monarca) e quindi a una maggiore domanda di prodotti stampati. Pausa invece per le banche, dopo che negli ultimi tre giorni l’indice settoriale Topix ha recuperato il 14 per cento”.

Nel frattempo, Adweek ha riportato un interessante esperimento fatto sulla falsalinea della famosa applicazione. Smart USA, infatti, “sta facendo uno sforzo non indifferente nel tentare di unire il concetto di mobile game (come, appunto, Pokemon GO) con il social media più cool degli ultimi mesi, Snapchat. Il brand Mercedes-Benz, che vende auto ecologiche, sta incoraggiando i propri fan sui social a scattare foto (e, quindi, “catturare”)  dei suoi veicoli smart, snappandoli poi su @smartcarUSA.

“Il brand sta sorprendendo e deliziando molti dei suoi seguaci su Snapchat grazie a questi strumenti smart-branded” ha affermato Mark Aikman, general manager, marketing services per MBUSA. “Per anni, #smartspotting è stato un trend cavalcato dai consumatori per condividere le Smart che si vedono ogni giorno sui social media. Sfruttando il fenomeno Pokemon GO, il brand è in grado di rendere questo trend molto più forte grazie a Snapchat”. L’obiettivo è quello di coinvolgere i consumatori della Y Generation.

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