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Pubblicato: 31 Marzo 2011

Pontefice®

Il Vaticano ha adottato una nuova legge sui diritti d’autore per tutelare l’immagine, la voce e i contenuti dell’insegnamento del Papa. La norma aggiorna la legge promulgata da Giovanni XXIII nel 1960 per la quale l’immagine del Pontefice “non può essere esposta, riprodotta, diffusa o messa in commercio quando ciò rechi pregiudizio, in qualsiasi modo all’onore, alla reputazione, al decoro o al prestigio della Sua Persona”.

Ne dà notizia l’Osservatore romano: l’immagine del Pontefice può essere utilizzata a scopi religiosi, culturali, didattici o scientifici e nel caso sia collegata a fatti, avvenimenti o cerimonie pubbliche. Altrimenti non può “essere esposta, riprodotta, diffusa o messa in commercio senza il Suo consenso, espresso a mezzo degli Organismi competenti, i quali sono tenuti ad informare, nei casi di maggiore importanza, la Segreteria di Stato”.

Non solo, la norma si estende anche alla voce del Pontefice: in tema di diritto d’autore è proprio questa la novità più importante introdotta con la nuova legge. “Nel contesto dell’evoluzione tecnologica in atto – recita l’Osservatore – la tutela del diritto di autore e dei diritti connessi (di esecuzione, di riproduzione e via dicendo) è stata messa significativamente alla prova”. In particolare, “la maggiore facilità di diffusione dei dati, se da un lato rende sempre più accessibile il patrimonio delle informazioni in ogni parte del mondo, favorendo la stessa opera evangelizzatrice, dall’altro richiede una maggiore attenzione per garantire l’integrità dei contenuti, soprattutto quando questi facciano riferimento all’insegnamento evangelico o al magistero ecclesiastico”.

La legge riguarda la Santa Sede e comprende ‘dicasteri e organismi’: la tutela si potrà quindi far valere anche per cardinali e vescovi di Curia. Il Vaticano vuole “tutelare non solo i diritti di diffusione e riproduzione, ma soprattutto l’originalità e integrità dei testi del Magistero che, pertanto, è giuridicamente illecito (oltre che eticamente riprovevole) modificare”. Per quanto concerne le immagini e la voce del Pontefice, il Vaticano ha “una viva esigenza di protezione da abusi ed utilizzi non appropriati”. Ovvero, “scopo della legge non è quindi di sottrarre alla libera fruibilità personale i testi del Magistero, che continueranno a essere disponibili per attività non lucrative, ma di proteggerne l’integrità e in definitiva l’autenticità dei contenuti”.

Non è messa in discussione la libera diffusione delle parole del Papa, che i media riprendono o la libertà di leggere e scaricare i testi che compaiono sul sito vatican.va. Ma, ad esempio, “la Santa Sede avrebbe il diritto di chiedere a un editore la correzione o la rimozione di un documento del Magistero che sia stato pubblicato a scopo commerciale, senza autorizzazione, oppure con errori o modifiche del testo”.

Roberta Masella

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