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Pubblicato: 6 settembre 2018

Smart working: dai Millenials ai Baby Boomers, motivazione e più competenze

Una ricerca di Spaces sottolinea che si vanno assottigliando le differenze tra i vari gruppi di età anagrafica.

smart working

Generazioni a confronto: lo smart working unisce baby boomers e millennials

Smart working e flessibilità sul posto di lavoro: manie da Millennials? A sfatare il mito è la ricerca di Spaces, fornitore di spazi di lavoro all’insegna della creatività, che certifica l’interesse verso nuove modalità di lavoro anche da parte dei Baby Boomers. Secondo la ricerca il 51% delle persone nate prima del 1964 lavora da remoto per più di metà settimana, rispetto al 49% di chi è nato dopo il 1980.

  1. Coworking: dal contatto umano all’aggiornamento delle competenze
  2. Servizi accessori: pausa caffè e connessione per stimolare la creatività
  3. Il lavoro flessibile motiva i lavoratori


Coworking: dal contatto umano all’aggiornamento delle competenze

La rivoluzione della visione dello spazio dedicato ai luoghi di lavoro, trainata dalla digitalizzazione e dalla crescente connettività, ha concesso l’opportunità di lavorare da remoto a ogni età. La conseguenza è stata un’impennata nella richiesta di spazi di lavoro flessibili, senza rinunciare al contatto umano e al confronto con altri professionisti e colleghi. Secondo la ricerca il 59% dei millennials crede che gli spazi di lavoro flessibili permettano ai dipendenti di aggiornare continuamente le loro competenze grazie alle interazioni con altri professionisti. La percentuale si riduce al 42% tra i nati dopo il 1964.
Inoltre i dati affermano che:

  • Per il 67% dei millennials è più importante lavorare in un ambiente stimolante rispetto al 58% dei baby boomers;
  • Il 55% delle persone nate prima del 1964 ritiene che le sedi di lavoro da remoto permettano di lavorare in un ambiente più creativo rispetto al classico ufficio. La media globale dei nati dopo il 1980 si attesta al 68%.
  • Le persone convinte che il lavoro flessibile offra nuove opportunità aziendali e progettuali sono il 67% tra i nati dopo il 1980 e il 55% tra i nati prima del 1964.

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Servizi accessori: pausa caffè e connessione per stimolare la produttività

Cosa stimola la produttività nell’ambiente di lavoro?

  • Il 23% degli appartenenti alle generazioni nate dopo il 1980 è convinto che la presenza di un servizio ristoro all’interno dell’ufficio favorisca la produttività, mentre solo il 13% della loro controparte in età più avanzata la pensa allo stesso modo.
  • In controtendenza, il 78% dei millennials ritengono che il Wi-Fi sia meno importante rispetto all’85% dei baby boomers, ma credono moltissimo nel networking.


Il lavoro flessibile motiva i lavoratori

I leader del business presente e futuro, inoltre, concordano sull’importanza di una strategia basata sugli spazi di lavoro flessibile nel loro ruolo di datori di lavoro:

  • Il 72% delle persone nate dopo il 1980 e il 62% dei nati prima del 1964 è convinto che le aziende scelgano il lavoro flessibile perché accresce la motivazione tra i lavoratori.
  • L’84% dei millennials e il 75% dei baby boomers crede che grazie al lavoro flessibile le aziende possano reclutare e trattenere i talenti migliori.

Mauro Mordini, Country Manager di Spaces in Italia, commenta: “Le distanze tra baby boomers e millennials che le percentuali della nostra ricerca esprimono sono davvero minime: è il segno che il lavoro sta subendo una rivoluzione ormai riconosciuta e trasversale. D’altra parte, è importante per i datori di lavoro saper costruire un ambiente che sappia rispondere alle esigenze dei dipendenti di ogni fascia d’età”.

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