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Pubblicato: 14 Gennaio 2014

Social Tv Power!

La televisione si veste sempre più di social. Sembra ormai 'antico' parlare di media separati, di compartimenti stagni, di televisione o di social network: ormai si ragiona in termini di social Tv, di programmi televisivi social, di audience combinata tra i due media. Proprio verso questa nuova idea di media si è rivolta l'attenzione di MEC nello sviluppare il primo strumento integrato di Social TV Analytics, che permette di confrontare su un unico ‘cruscotto’ performance di audience classica e KPI di Social Analytics (su FB e Twitter). Ce ne parla Julian Prat, Chief Strategy Officer dell'azienda, che ci spiega sia il nuovo strumento di casa MEC, sia le opportunità della social Tv.

In cosa consiste il vostro nuovo strumento di social Tv analytics? Come si struttura?

Innanzitutto, una premessa: MEC, nella sua campagna, non ha voluto porre l'attenzione sul lancio del suo nuovo strumento di social Tv analytics, ma ha voluto soprattutto sottolineare il tema del social Tv planning e sulla (necessaria) sempre maggior integrazione che si deve dare ai dati di audience media e social, tema che deve portarsi all'ordine del giorno. È fondamentale capire come tutto questo può essere sfruttato oggi dalle aziende: anche per questo abbiamo avviato una collaborazione con Blogmeter, laddove noi forniamo dati di audience media, e loro dati social.
Tornando a quello che abbiamo lanciato, esso si tratta di un'unica interfaccia che mira a confrontare proprio i dati di audience social e media; questo strumento nasce per capire quali programmi e contenuti attirino di più gli utenti social, quali effetti abbia nel tempo la trasmissione, se, ad esempio, alla crescita dell'audience su Facebook e Twitter corrisponda una maggiore risonanza televisiva; il tutto, per adeguare ai giorni nostri il social Tv planning.

Il fenomeno social si applica a una sola tipologia di trasmissione (talk show, talent) oppure è universale e trasversale?

Ad oggi non esiste una risposta certa. Dalle molte osservazioni fatte, sembrano essere proprio i talent show (di qualsiasi tipologia) i programmi televisivi che più aggregano rispetto agli altri. Tuttavia, non è chiaro se questo è dato dal maggiore o dal migliore utilizzo che questi fanno dei social network. Questo sarà un tipo di fenomeno che sicuramente il nostro nuo strumento potrà misurare.

La pubblicità tv rimane uno dei maggiori canali di comunicazione per le grandi aziende. Il fenomeno della social tv è un rischio o un'opportunità?

Sicuramente la social Tv non comporta un rischio per la comunicazione, ma, al contrario, rappresenta una grossissima opportunità: i social network amplificano la televisione, senza però andare a sostituire lo spot da 30″, ma anzi fungendone da cassa di risonanza, sfruttando la viralità e il passaparola della rete. Utilizzare un device mentre si guarda la televisione può sembrare un diversivo: in realtà, uno studio degli Stati Uniti ha sottolineato che utilizzare un qualsiasi tipo di device non distoglie l'attenzione dai break pubblicitari, ma anzi, questi rimangono ben in mente dopo essersi conclusi. I social non vanno contro la televisione, ma al contrario, la fortificano.

Quali sono i maggiori trend per questo 2014?

Questo periodo mi piace paragonarlo alla corsa allo spazio degli anni '50 e '60 tra Russia e Stati Uniti: è un periodo caotico, pieno di nuove tendenze, dove tutti i player in gioco cercano di inserirsi e di assumere un ruolo dominante. Il 2014 vedrà, secondo me, Twitter diventare un player fondamentale del mercato, forse anche più di Facebook, grazie alla brevità e alla potenzialità di diffusione dei messaggi. Tuttavia secondo me la vera battaglia si giocherà tra le app a supporto dei programmi televisivi: non è ancora nato uno standard in questo ambito, chi quindi riuscirà per primo a creare un integratore di app per la social Tv (per poter sfruttare tutte le applicazioni a disposizione senza grosse perdite di tempo) riuscirà a farla da padrone. All'orizzonte quindi si profila moltissima sperimentazione, ma anche un grande dose di coraggio.

Fabio Sarpa
@FabioSarpa

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