stay

updated!

Vuoi rimanere sempre aggiornato

sulle news di MyMarketing.net?

* Campi obbligatori

Cliccando su "Iscriviti" dichiaro di aver letto e accettato l'Informativa Privacy

stay updated!

Pubblicato: 1 Marzo 2013

Tempismo e modalita’

In metropolitana gli schermi dei tablet hanno rimpiazzato i vecchi quotidiani. Sui divani di tutta Italia la tv si guarda sempre più twittando in diretta. E ogni momento libero è dedicato ad aggiornare i propri social. Come possono piegare a loro vantaggio questa situazione i marketer del Belpaese?
È la mission dichiarata dell’Inbound, una delle possibili declinazioni del web marketing che utilizza blog – dati più volte per spacciati e che oggi vivono una nuova giovinezza -, social network, SEO, Pay-per-Click advertising ottimizzato ed e-books per riconquistare l’attenzione perduta dei consumatori attraverso contenuti ad hoc. Kiver ha pubblicato i risultati della prima indagine interamente dedicata all'Inbound marketing italiano (qui il report completo) che s'è svolta da fine settembre a inizio ottobre 2012, coinvolgendo un campione di responsabili degli investimenti in marketing e comunicazione. Dai 400 casi utili analizzati emerge tutto il peso crescente dell'Inbound, sempre più presente nel marketing mix dell'anno appena passato. I tool digitali intercettano già il 50% del budget disponibile ma sono solo gli onnipresenti social network a fagocitare quote superiori al 10%. Nella valutazione dei risultati della ricerca è importante tener presente che il campione scelto, benché rappresentativo della struttura economica nazionale – dove è prevalente il peso delle microimprese – vede una notevole sovrarrapresentazione delle imprese di dimensioni minori rispetto all'universo degli spender.

Valerio Porcelli
, Marketing Director di Kiver, commenta per i nostri lettori i risultati dell'indagine.

Valerio PorcelliObiettivo dichiarato dell'Inbound Marketing è vincere la sfida quotidiana dell'epoca del multitasking che ha polverizzato l'attenzione dei consumatori. Come si supera questo ostacolo?
Visto dalla prospettiva dei brand, e di chi collabora alle loro strategie per raggiungere in maniera efficace i gruppi di consumatori più interessanti, la combinazione tempismo-modalità è la chiave di volta. Farsi vedere dagli utenti non basta più. La visibilità classica va bilanciata con la capacità di instaurare un dialogo con i consumatori nei luoghi (reali e virtuali) e nei momenti più coerenti con le loro attività preferite, intercettando le loro abitudini: quando e dove cercano informazioni sui propri interessi, scambiano opinioni con i propri amici, espongono foto e video per raccontare al mondo la propria vita. Esistono tecniche, strumenti e tipologie di contenuti che permettono alle aziende di offrire valore aggiunto ai propri target rispetto ai soli prodotti o servizi venduti, in modo 'organico', non intrusivo e, parafrasando parole non mie ma illuminanti per il nuovo marketing, 'con il loro permesso'.
 
kiver

Qual è il contributo dell'Inbound marketing nel marketing mix?
La nostra ricerca conferma che chi ha utilizzato queste tecniche, ne riconosce come valore distintivo la combinazione unica di efficacia nel raggiungere gli obiettivi e di efficienza, ossia un minor costo rispetto agli strumenti classici di marketing, che esse possono offrire alle aziende quando sviluppate dedicandovi opportuni livelli di risorse. All’interno del portfolio delle leve marketing a disposizione dei decision maker aziendali in Italia, l’Inbound si configura quindi come un approccio complementare, ma prezioso, rispetto agli strumenti di marketing classici, e con un potenziale ancora inespresso al di là, forse, di Facebook.

kiver

Il peso crescente dei Social è fondamentale, i brand quale strategie devono mettere in campo per sfruttarli al massimo?
In questo momento e in un mercato come il nostro, proponiamo sempre più spesso una riflessione su 3 punti: adottare solo i canali social davvero funzionali alle strategie del brand, prevedere risorse necessarie per presidiarli in modo unico e costante, e valutarne le prestazioni nel tempo ed in base alle loro caratteristiche differenzianti, stabilendo a monte dell’azione di ogni piattaforma obiettivi specifici, partendo proprio da tali caratteristiche (e non il contrario).

Antonino Pintacuda
@toninopintacuda

newsletter

* Campi obbligatori

newsletter

* Campi obbligatori

MyMarketing.net